novembre 2014 - Born to dream

martedì 25 novembre 2014

JURASSIC WORLD - Trailer Ufficiale

Come ho scritto QUI, io sono cresciuto coi film di Spielberg, in particolar modo con Jurassic Park e Il Mondo Perduto (il 3 l'ho quasi rimosso), quindi quando ho saputo di un 4' capitolo, ho avuto una reazione pacata e tiepida. Sono sì felicissimo di poter ammirare di nuovo le gioie e i dolori di Isla Nublar sullo schermo, ma sono anche preoccupato dal risultato. Come spesso accade con le minestre riscaldate c'è il rischio di incappare in banalità e nel ridicolo, di rovinare un momento cinematografico fottutamente epico della mia infanzia.
Ventidue anni dopo gli eventi di Jurassic Park, Isla Nublar dispone di nuovo di un parco a tema giurassico, chiamato Jurassic World, come inizialmente pensato da John Hammond. All'interno di questo nuovo parco, di cui il proprietario è la Masrani Corporation, lavora Owen che porta avanti ricerche sui comportamenti dei Velociraptor. Dopo molti anni, il numero di turisti in visita al Jurassic World inizia a calare e una nuova attrazione, creata per ri-attirare l'attenzione del pubblico, sfugge al controllo.
Jurassic World sarebbe dovuto uscire a giugno 2014, ma la release è stata posticipata per problemi di regia e sceneggiatura che hanno fatto slittare tutta la produzione (ANNAMO BENE! PROPRIO BENE!). L'uscita nelle sale USA è per il 12 giugno 2015.
Il regista è Colin Trevorrow (e chi minghia è??), e il cast annovera, tra gli altri, Vincent D'Onofrio (Palla di lardo in Full Metal Jacket), Chris Pratt e Bryce Dallas Howard (figlia di Ron).

Il trailer promette grande spettacolo, anche se non lascia respirare ancora l'aria del film.
Io spero che non facciano stronzate, anche se quei velociraptor che sembrano addestrati mi fanno storcere il naso.




lunedì 17 novembre 2014

NEBRASKA (recensione)


Titolo originale: Nebraska
Paese: USA
Anno: 2013
Genere: drammatico
Regia: Alexander Payne
Sceneggiatura: Bob Nelson
Cast: Bruce Dern, Will Forte, June Squibb, Bob Odenkirk, Stacy Keach
Woody Grant è un vecchio padre di famiglia alcolizzato che crede di aver vinto un milione di dollari grazie ad un concorso della Mega Sweepstakes Marketing. Decide così di mettersi in viaggio, dal Montana al Nebraska, a piedi. Suo figlio David, dopo vari tentativi di dissuaderlo, decide di accompagnarlo in macchina, lasciandogli credere che il fruttuoso premio sia reale. Sua moglie Kate è contraria al viaggio, ma accetterà di venire nella cittadina in cui viveva prima dove il marito e il figlio hanno fatto sosta prima di raggiungere la città di Lincoln. Per l'occasione ci sarà una rimpatriata di famiglia. Dopo che la falsa notizia della vincita si è diffusa, i vecchi amici e alcuni parenti inizieranno a pretendere dei soldi da Woody, ma quando scopriranno che la vincita è fasulla lasceranno perdere. Arrivato a Lincoln, Woody chiede di riscattare il premio ma verrà confermato che non è lui il vincitore, e quindi tornerà a casa con David, che gli compra un furgone nuovo (come il padre desiderava). 

Spesso i film migliori sono quelli che ti colpiscono nella loro semplicità narrativa e tecnica. Una sceneggiatura solida, un cast ben assortito, delle location particolari. Elementi che ti consentono di catturare immediatamente l'attenzione dello spettatore e lasciargli qualcosa dentro dopo la visione. Nebraska è tutto questo. 

Un road movie pieno di sentimenti, rimpianti e sguardi inesorabili verso il passato. 
Incorniciato con un meraviglioso bianco e nero, l'entroterra degli Stati Uniti, quello meno utilizzato dal cinema, è un vero e proprio protagonista: terra desolata, quasi dimenticata da dio, ma bellissima nella sua particolarità; terra selvaggia ma non troppo, calma, con panorami incredibili, dove si estende il nulla più assoluto per tantissimi chilometri. Il nulla è caratteristica anche della vita degli abitanti di queste terre. Non succede niente, non c'è molto da fare. Si va al classico bar a bere al bancone, si canta al karaoke, si passa il tempo davanti alla tv, compagna mai abbandonata. Per questo quando in paese scoprono che Woody "ha vinto" 1 milione di dollari, ecco che scoppia il finimondo: tutti ne parlano, tutti sono elettrizzati, anche se magari non avranno manco un centesimo di quella somma. Ma che ce ne frega, nella nostra piccola cittadina è finalmente successo qualcosa di eclatante! Il protagonista, Woody, è la rappresentazione in carne ed ossa dell'aria che si respira in queste terre. È un tipo di poche parole, non ha mai fatto male a nessuno, vive la propria vita senza pretendere molto di più, e beve. L'alcol è una caratteristica importante di questi posti. Spesso si beve perché non c'è altro di meglio da fare.

Questo animo all'apparenza burbero, sintomo dell'età che avanza, nasconde in realtà una gentilezza e sincerità incredibili. Come veniamo a scoprire nel corso della visione, Woody è stimato da tutti, perché non si è mai tirato indietro quando qualcuno chiedeva il suo aiuto. Ma dimostra anche un eccessivo buonismo. Non è mai riuscito a dire di no alle persone. Su Woody si stagliano le ombre di una comunità che spesso ti schiaccia se non sei abbastanza duro per resistergli, col tuo vicino di casa che magari davanti ti sorride ma ti pugnala alle spalle. Tutti approfittano del buon Woody, e quando si stringono attorno a lui dopo aver scoperto della "vincita", rivelano subito i propri secondi fini. I soldi interessano più di un vecchio amico tornato a casa dopo anni. E Woody neanche ora riesce a capire di essere preso in giro. O forse lo capisce, ma non gliene importa nulla, perché alla fin fine è ormai vecchio. Inutile sprecare tempo e fiato con queste persone, meglio mettere le mani subito su quei soldi.

In quest'avventura Woody è guidato dal figlio David, che lavora al settore elettronica di un centro commerciale. I due non hanno mai  avuto un rapporto idilliaco, ma tutta questa storia dei soldi riesce a ricucire un rapporto ormai quasi del tutto incrinato. Il film racchiude il suo centro proprio in questo rapporto padre/figlio. Il viaggio come riscoperta di sé stessi. Sì, è un tema molto sfruttato nel cinema, ma qua trovo che sia davvero rappresentato terribilmente bene. Woody non cerca l'avventura, non vuole fare una pazzia per il gusto di farla, tanto per uscire di casa. No. Non gli sarebbe mai importato di andare a rivedere i propri parenti. La tappa al suo paese natale, il rivivere i luoghi che lo hanno fatto crescere, i volti delle persone che lo hanno amato, sbeffeggiato e imbrogliato, smuove qualcosa in Woody. Noi ce ne accorgiamo anche se lui non lo fa notare apertamente, perché è fatto così. Non è assolutamente espansivo, è introverso e non riesce ad essere incazzato col mondo, non ci è abituato, non fa parte del suo bagaglio di esperienze, dato anche dal fatto di essere cresciuto lì. E qua sta la straordinaria interpretazione di Bruce Dern che, lasciatemelo dire, se avesse vinto l'Oscar nessuno avrebbe potuto dire nulla. Ma erano tutti impegnati con Di Caprio e McCounaghey.
Woody è un personaggio caratterizzato in maniera assurda e perfetta. Anche se non è evidente, noi riusciamo a scrutare un po' nel suo animo e a provare compassione per lui. Lui affronta il viaggio, cerca di mettere le mani su quei soldi tanto agognati per una cosa e una soltanto: lasciare qualcosa ai propri figli. E qua sta il senso del film. Woody è invecchiato. Ha dato uno sguardo al proprio passato. In un certo senso si pente. Crede di non aver lasciato nulla ai figli che valga la pena ricordare. Vuoto totale, l'alcol, una vita passata a fare favori a persone che poi ti voltano le spalle.. I rimpianti sono la cosa peggiore. Woody non l'ha mai fatto notare, complice il suo carattere particolare. L'assenza di comunicazione. Questo viaggio fa capire che Woody ha sì lasciato qualcosa ai figli, magari inconsapevolmente: un'educazione, un senso civico, il rispetto e l'orgoglio. Riusciamo ad intuirlo soprattutto nelle scene in cui David e il fratello si scontrano coi cugini e parenti. Capiamo subito che c'è una differenza abissale di modi di vivere e di educazione. 
 
La mancanza di comunicazione è uno dei problemi di tante famiglie, soprattutto di quelle che vivono in luoghi rurali. Spesso non si riesce a comunicare agli altri i nostri sentimenti, perché c'è qualcosa che ci blocca, ci rende improvvisamente freddi anche davanti alle persone che ci stanno vicine da sempre. Questa incomunicabilità ha contraddistinto la famiglia Grant per anni. Incomunicabilità nel senso di poca espansività. Piccoli, piccolissimi gesti per fa capire il nostro amore, il nostro rispetto. Mi viene in mente la moglie di David, Kate, che per quasi tutto il tempo lo insulta, lo prende in giro, e poi quando lui è sul letto di ospedale gli dà un bacetto sulla guancia. Un gesto piccolissimo ma che rappresenta bene ciò che ho scritto. Anche in quel piccolo bacio c'è amore, c'è il volersi bene per sempre. È piccolo, ma per loro è così.
Woody scopre che non c'è nessun milione di dollari. Uno si aspetta una reazione incazzata. No. Pazienza. Io c'ho provato.
Ma il figlio, David, dopo aver saputo di come il padre è stato trattato in passato, sapendo ora che sotto quell'animo burbero c'è un brav'uomo, gli compra il pick-up che tanto desiderava. E arriviamo ad una bellissima sequenza in cui Woody, al volante del suo pick-up, percorre la strada principale del suo paese natale, facendo credere a tutti di essere davvero ricco, e prendendosi una piccola rivincita in una vita fatta di piccole ma importanti cose.


Voto: 9/10




sabato 15 novembre 2014

Non mi frega più nulla di JOHNNY DEPP.
"Che cazzo sto combinando?"

Johnny Depp torna a far parlare di sé. Finalmente una grande interpretazione dopo tanto tempo? Nahhh. Semplicemente ubriaco agli Hollywood Awards (le foto qui).

Naturalmente le sue fanz si scatenano in sua difesa. Non so quale fan club sia peggio tra Belieber, Directioner e GIONNIDEPPER.

- "anche il più ubriaco dei Johnny Depp è sicuramente meglio del più sobrio dei Gabriel Garko...lui può,diobestia" 
LUI PUO'. OK.
- "è uno dei migliori attori in assoluto, riesce ad interpretare qualsiasi ruolo, fa tantissimi film ed è un figo pazzesco!". 
FA TANTISSIMI FILM DOVE? Interpreta SEMPRE LO STESSO RUOLO vorrai dire. Tra i Migliori Attori forse 10 ANNI FA!
- "Se Johnny Depp è una stella cadente.. lui è il bello dannato, quello da mansarda polverosa e buia con milioni di bottiglie d'alcolici sparsi sul pavimento. Prr questo che lo amiamo" 
BEH CERTO! Fottesega se fa film di merda. L'importante è che sia figo.

Johhny Depp non è intoccabile, scusate. Personalmente di lui non mi frega più nulla, proprio perché cinematograficamente parlando non ha più nulla da dirmi. Ha fatto grandi film (penso a Paura e delirio a Las Vegas, Donnie Brasco, Nemico Pubblico), ha dimostrato di essere un grande attore, ma poi si è come perso, restando intrappolato quasi sempre nello stesso personaggio, sempre con tonnellate di trucco e parrucco. E non venitemi a dire che è un genio dell'immedesimazione solo perché riesce ad essere diversamente stravagante sempre. Ha dato una brutta piega alla propria carriera. Io lo vorrei vedere in un ruolo DRAMMATICO, uno di quei ruoli che ti permettono di dare un'interpretazione degna di nota, che possa emozionare lo spettatore e fargli capire quanto cavolo sei bravo a recitare. Ecco. Non sto dicendo che Depp è una merda, assolutamente. Seguo attentamente il cinema e non sono l'ultimo arrivato in questo e mi dispiace dover dire questo.. Depp è sparito dai miei radar.


venerdì 14 novembre 2014

DIVERGENT - Gli occhi di Shailene Woodley sono la cosa più interessante

Titolo originale: Divergent
Paese: USA
Anno: 2014
Genere: azione, fantascienza, sentimentale
Regia: Neil Burger
Cast: Shailene Woodley, Theo James, Kate Winslet, Zoe Kravitz, Ansel Elgort, Ashley Jud 

In un futuro in cui una grande guerra ha distrutto le città e reso necessario un mutamento nell'organizzazione delle società, la razza umana vive divisa in cinque caste la cui appartenenza non si dà per nascita ma per scelta individuale al compimento della maggiore età. I Candidi (sempre sinceri) si occupano di esercitare la legge, i Pacifici (sempre gentili) coltivano la terra per sfamare tutti, gli Eruditi (sempre a conoscenza di tutto) sono insegnanti e ricercatori, gli Abnegati (altruisti) si occupano di governare e infine gli Intrepidi si occupano della protezione. Al momento di compiere un test sulla personalità utile a capire a quale gruppo si è più affini Beatrice Prior risulta Divergent, cioè non affine a nessuna categoria, un risultato rarissimo che la mette in pericolo. L'ordine sociale infatti impone di eliminare quelli come lei poiché la loro stessa esistenza è una minaccia all'ordine così costruito. Celando la sua natura Beatrice sceglie gli Audaci e comincia il suo addestramento a una vita di cui non è certa.

Confesso che ho guardato questo film solo ed esclusivamente perché c'è Shailene Woodley. Pensate che una delle poche cose davvero fighe del film sono i suoi occhi e il suo sguardo. Il resto.. beh.. poteva essere gestito meglio. 
Le somiglianze con Hunger Games ci sono, ma io ci son passato benissimo sopra. Sticazzi se Tris non è cazzuta come Katniss
Comunque, il film ha una durata eccessiva (140 minuti) ma paradossalmente alcuni eventi vengono liquidati con troppa fretta. In pentola bollono un bel po' di cose, di cui sembra non venirne mi a capo. A volte c'è una scena e pensi "perché cazzo hanno agito così? Cosa mi son perso?". Il principio di azione/reazione viene parecchio ignorato.
Altro punto debole è, secondo il parere di uno che il libro non l'ha letto, l'assenza di un forte background. Cioè, non sappiamo quasi nulla dei personaggi, non sappiamo bene come funzionino queste Fazioni che ci vengono presentate in maniera sbrigativa all'inizio; oppure perché Tris e il fratello sembrano odiare così tanto la loro fazione originaria? Mah. Questi personaggi agiscono in un futuro che non è neanche così tanto caratterizzato. 

Insomma, Divergent sembra più che altro un'introduzione troppo lunga ai film successivi (che vi ricordo essere altri 3!!!). Tutto sommato è stata una visione piacevole, anche perché non avevo grosse pretese e, come ho già scritto, ci son capitato solo per la Woodley che qui è molto brava nell'interpretare la ragazza abnegata, debole, tutta carina e coccolosa che poi si trasforma in guerriero. Non ho assolutamente ansia di vedere i successivi capitoli, m prima o poi... allo sguardo di Shailene non si resiste, mannaggia!
 Voto: 6+/10

Hanno appena detto a Shailene che dovrà interpretare Tris in altri 3 film!



giovedì 13 novembre 2014

INTERSTELLAR (recensione) - "L'amor che move il sole e l'altre stelle"
La passione per il cinema ce l'ho da quando sono piccolo, e via via che mi nutrivo di film, cambiava pure il mio modo di approcciarmi a loro. All'inizio mi interessavo principalmente alla trama, alla storia, ma ora questa non è più la cosa più importante che mi piace trovare in un film. Adesso sto attento ad ogni particolare, ad ogni aspetto, godo di una bella fotografia, di un'inquadratura meravigliosa, di un montaggio vorticoso, di un ordine non cronologico degli avvenimenti. Son passato dal pensare solo ed esclusivamente alla trama, a godere sì della sceneggiatura, ma anche e soprattutto di ciò che i miei occhi vedono, delle immagini pure e incredibili. Per questo riesco a vedere con scioltezza anche film complessi dove magari vige l'assurdo e la mancanza (magari apparente) di una storia. E il cinema mi piace quando presenta opere che ti fanno viaggiare con gli occhi e con la mente, tenendoti lì incollato anche se ciò che hai davanti non è di tua immediata comprensione, e ti fa perdere nei meandri delle immagini e dei colori, ponendoti mille domande e poche risposte, costringendoti a mettere in moto il cervello e a pensare a ciò che hai appena visto. E lì capisci che il cinema può essere davvero un grande esperienza da vivere.

Ecco, se posso trovare un difetto a Interstellar, è proprio il fatto di non lasciare spazio all'immaginazione dello spettatore, come altri film del genere ci hanno abituati, ma dandoti tutte le risposte, chiudendo il cerchio perfettamente, e un volta che arriva lo schermo nero lì finisce tutto. Niente seghe mentali, niente cervello fritto. Tutto ciò che dovevi sapere l'hai saputo. Tutto ciò che dovevi vedere l'hai visto. Ma tutto questo è comunque giustificato, visto che Interstellar si pone come opera che cerca di abbracciare un vasto pubblico, sia lo spettatore che vede un film all'anno, sia quello che si ammazza di immagini dalla mattina alla sera. Nolan ci ha abituati alle sceneggiature zeppe di dialoghi, dove ad ogni domanda corrisponde più o meno una risposta, e tutti i nodi vengono al pettine in finali incredibili e molto lunghi, come in quest'ultimo caso. Questo è un film con un grande potere, ovvero quello di riunire spettatori di diverso tipo all'interno di una mastodontica opera che riesce ad affrontare temi difficili come l'astronomia e l'astrofisica rendendoli materia di cui possono godere tutti, accanto a temi cari al cinema come la sopravvivenza dell'uomo, la fine del mondo, il viaggio spaziale, i legami familiari e, più di tutti, l'amore.



"L'amor che move il sole e l'altre stelle", dice Dante nell'ultimo verso del Paradiso.
Interstellar è un dramma fantascientifico dove, udite udite, alla fine è l'amore che muove tutte le altre cose. È l'amore per la sua famiglia e per i suoi concittadini terrestri che permette a Cooper di svolgere la propria missione fino alla fine e affrontare quel viaggio incredibile; è l'amore che dà speranza ad Amelia, lì dove tutto andava per il verso sbagliato; è l'amore che permette a Murph-grande di diventare l'eroina cazzutissima che salva il mondo. Amore in senso ampio, non relegato al semplice amare una persona, che ingloba tutti i sentimenti che completano noi umani e che rendono unica la nostra specie. Potremmo anche essere super mega ultra intelligenti, ma senza un sentimento che ci muove, che sia un istinto di sopravvivenza o il voler proteggere i nostri cari, non andiamo da nessuna parte.

Nolan ci offre un viaggio, e noi non dobbiamo fare altro che allacciare le cinture e lanciarci in quest'incredibile epopea insieme a Matthew diolobenedica McCounaghey. Ho avuto la fortuna di vedere il film in inglese coi sottotitoli al cinema, così ho potuto godere delle voci originali e ommioddio Mecconaghy quanto ca**o è fico da veder recitare e quanto cavolo godono le mie orecchie a sentire la sua voce. Che dire di Anne Hathaway, brava molto brava (ma non credo da Oscar come alcuni dicono) e particolarmente bella, avevo paura mi deludesse e invece!
Quasi a metà film mi stavo preoccupando di non vedere ancora Jessica Chastain ma poi ho fatto 2+2 e ho capito quando l'avrei vista. Ruolo all'apparenza marginale ma importantissimo e cazzo la adoro sempre di più!
P.S. il padre di Cooper è niente po' po' di meno che il serial killer Trinity visto nella 4' stagione di Dexter. Così, giusto per ricordare l'apice di quel telefilm che dopo è diventato merda.


Ma passiamo a quella che per me è stata la vera sorpresa del film, parlando sempre di cast.
Il personaggio della piccola Murph è già figo di per sè, se poi ci mettono la 14enne Mackenzie Foy ad interpretarla allora siamo a cavallo! Ma che spettacolo è questa ragazzina? A parte gli occhi e lo sguardo incredibili, ma quanto recita bene? Magari esagero, magari sono io rincoglionito che mi appassiono alle piccole attrici (no, non sono un pedofilo, posate quel telefono!), ma ogni volta che appariva bucava letteralmente lo schermo! Una faccia cinematografica a livelli incredibili. Brava brava e brava. Avessi 8 anni di meno credo che mi prenderei una cotta potentissima per lei. Ma mi limito a diventare subito un suo nuovo fan e a seguirla in una carriera che sperò sarà rose e fiori! (che diamine, a 14 anni recitare in un film di Nolan, e in un film delle dimensioni di Interstellar non è poco!).

Menzione speciale va alle musiche di Hans Zimmer. Un Dio. Non stupisce più. Emoziona. Sempre.



Interstellar è da consigliare a tutti, perché questo è il suo pregio: può essere apprezzato da tanti, e va fatto conoscere, perché nessuno si perda l'esperienza di questo viaggio, perché tutti capiscono che il Cinema è questo: vivere l'emozione che le immagini e i sentimenti possono regalarci.





lunedì 10 novembre 2014

Taylor Swift super autoironica nel video di Blank Space

Come secondo singolo estratto da "1989" non potevo chiedere di meglio, ovvero quello che, per ora, è il mio pezzo preferito dell'album. 
BLANK SPACE.

Un video super mega AUTOIRONICO, dove Taylor si fa beffa di tutti presentando il ritratto che i Media e gran parte del mondo hanno di lei:
una ragazza bellissima che vive in un mondo fatato, sola soletta nella sua enorme casa vuota, ossessionata dagli uomini e dall'amore, con la compagnia di un gatto, circondata da felici uccellini e cavalli bianchi, in attesa del principe azzurro che naturalmente arriva (ma a bordo di un'auto super sportiva e lussuosa), e col quale affogare nel romanticismo più totale e in scenette da bimbaminkia tipo la scritta sull'albero.

Ma che ne sappiamo noi di quello che questa meravigliosa ragazza è o  non è? Probabilmente pochi eletti, oltre a lei ovviamente, possono avere la risposta. 

Lo leggo come un ulteriore prova del volersi lasciare un po' alle spalle il luogo comune che si è creato attorno a lei. Abbandonare il passato certo che no, dio benedica Fearless e Speak Now, ma giusto far capire al mondo che anche lei è cresciuta, ed è pronta a spaccare i culi! Almeno quello di Niki Minaj, anche se è un'impresa, visto il suo apporto inutile al mondo della musica.





@templatesyard