PAPER MAN (2009) - La solitudine e l'amicizia. - Born to dream

venerdì 18 aprile 2014

PAPER MAN (2009) - La solitudine e l'amicizia.


Paper Man è un film del 2009 scritto e diretto da Kieran e Michele Mulroney, da non confondere con Paperman, il corto Disney vincitore del premio Oscar. Gli interpreti principali sono Jeff Daniels ed Emma Stone, con la partecipazione di Ryan Reynolds.

Richard è uno scrittore fallito sulla soglia dei cinquant'anni, immaturo, incapace di crescere e prendere decisioni fondamentali da solo. Abby è una diciassettenne che ha perso la sorella gemella all'età di otto anni, con tutte le conseguenze che un trauma del genere a quell'età può portare. Entrambi sono accomunati dal fatto di essere soli al mondo. Amici veri non ne hanno, una patina di infelicità li copre, ma possono contare sulla vicinanza di un amico immaginario, che non esiste nella realtà, ma nella loro testa sì, e li accompagna in tutti i momenti difficili. Per Richard, questo amico irreale è rappresentato da Captain Excellent (Ryan Reynolds), un supereroe che sta con lui dalla seconda media, e non è ancora riuscito a mandare via, perché non ci riesce, non si sente mai pronto per affrontare le difficoltà della vita da solo, anche le cose più semplici. Abby ha al suo fianco Christopher (Kieran Culkin), l'amico immaginario innamorato pazzo di lei, sull'orlo della depressione, anche perché lei sembra non ascoltare mai ciò che lui le consiglia, e che la accompagna dalla morte della sorella.

Le vite di Richard e Abby s'incrociano, anche se il loro incontro potrebbe sembrare innaturale e forzato, ma per me è perfetto nella logica di Richard, che agisce spesso e volentieri in modo irrazionale, soprattutto quando non ascolta gli avvertimenti di Captain Excellent.

I problemi, l'infelicità, le storie di vita, avvicinano i due protagonisti, che si confidano l'uno con l'altro. Proprio il confidarsi con qualcuno, il raccontare a un altro che ascolta e capisce, è una cosa che è sempre mancata nella loro vita. Ma ora sia Richard che Abby hanno trovato qualcuno a cui aggrapparsi, un sostegno, un'ancora, con cui sfogarsi e liberare tutto ciò che tenevano dentro da troppo tempo.

Hanno avuto bisogno l'uno dell'altra. Due persone che non avevano altri amici se non loro stessi e una persona che viveva nella loro testa.
Nessuno dei due conosceva la vera amicizia prima del loro incontro. Ma cos'è l'amicizia se non la cosa più importante del mondo? Ciò che ci permette di superare le difficoltà della vita, di lasciar andare gli attimi difficili, perché abbiamo al nostro fianco qualcuno che ci sostiene, che non ci giudica e ci capisce, qulcuno su cui contare, e col quale essere semplicemente noi stessi.

 Paper man è un film semplice ma d'effetto, non eclatante, ma sicuramente d'effetto. Una commedia drammatica godibilissima. Io avrei approfondito ancora un po' di più la figura dei due protagonisti, ma può andare bene anche così, anche perché da questo film non si pretende più di quello che ci viene mostrato, o almeno io alla fine l'ho pensata così.
 
Mi è piaciuto anche grazie al cast davvero ben assortito: troviamo le quasi comparste di Ryan Reynolds e di Kieran Culkin, fratello del più famoso Macaulay (quello che ha perso l'aereo nel 1990), e anche Lisa Kudrow (la Phoebe di Friends), davvero brava. Ma il merito più grande va ai due veri protagonisti: Jeff Daniels perfetto nel ruolo di scrittore fallito eterno Peter Pan, lo ricorderete soprattutto per Scemo e + Scemo con Jim Carrey; e poi c'è lei, che alla fine è il motivo principale per cui ho visto questa pellicola, la mia adorata Emma Stone. Qua affronta un ruolo piuttosto drammatico, anche se lei è sempre e comunque divertente. Una grande prova attoriale la sua, che me la fa apprezzare sempre di più, proprio nel modo in cui riesce a calarsi conscioltezza nei diversi ruoli che interpreta. Ricordo che questo film è del 2009, quindi molto prima che scoppiasse il fenomeno EMMA STONE nel mondo.       





2 commenti:

  1. non un film memorabile, però anche a me era piaciuto

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    1. sì, appunto. Di certo non è nella storia del cinema, ma mi ha colpito nella sua semplicità.

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