LA CASA (1981 - Sam Raimi) Recensione - Born to dream

domenica 12 maggio 2013

LA CASA (1981 - Sam Raimi) Recensione



 
Sam Raimi comincia ad appassionarsi alla cinematografia da adolescente, dopo che il padre gli regala una videocamera con cui comincia a realizzare diversi cortometraggi con alcuni amici, compreso Bruce Campbell. Il suo sogno però è quello di realizzare un lungometraggio horror, ma servono i finanziamenti. Per ottenerli cosa fa Sam? Realizza, nel 78, Within the Woods, un cortometraggio realizzato con amici che rappresenta un sunto di quello che si vedrà successivamente in La Casa.
Con soli 350'000 dollari, a soli 21 anni, con tecniche improvvisate, Sam Raimi realizza il suo primo film, considerato un cult del cinema horror da cui prenderanno spunto altre opere del genere.



La trama è abbastanza semplice, un classico. Cinque ragazzi, Ash, Scott, Cheryl, Linda e Shelly, si recano in una baita in montagna per trascorrere il weekend. I due ragazzi esplorano la cantina, dove trovano alcuni oggetti tra cui un audio registratore. Intanto Shelly è in camera che disegna un pendolo con la matita. All'improvviso, una forza sovraumana le muove il braccio tracciando con violenza delle linee sul foglio, che formano una specie di faccia.
I ragazzi ascoltano la cassetta nel registratore. La voce è quella di un uomo, un archeologo che afferma di aver trovato il "Necronomicon ex mortis" (letteralmente "Libro della Morte dai morti"), che consente di riportare in vita spiriti, demoni e defunti. Per documentare il tutto, il professore ha pronunciato e registrato le formule contenute nel libro, risvegliando il demone che riposava in esso. Infatti dice che sua moglie è posseduta. I ragazzi non sanno che ascoltando quella cassetta e ascoltando le formule pronunciate dal professore, hanno risvegliato gli spiriti che vivono là attorno. Comincia per loro un incubo che durerà un'intera notte.

L'icredibile locandina italiana! Certo! La casa è proprio così!   


Questo film a quei tempi avrà fatto sicuramente cagare sotto gli spettatori, ma ai giorni nostri una cosa del genere è abbastanza difficile. L'aggettivo che userei io per descriverlo è "disturbante". La tensione si percepisce dall'inizio alla fine, per 2 o 3 volte ti fa sobbalzare sulla sedia o sul divano (whatever). Non fa paura nel senso stretto, ma ti disturba. Alcune scene sono proprio oscene. Scusate il gioco di parole. E scorre sangue a litri, litri di sangue e pezzi di cervello, poltiglia, puré di carne umana. Uno dei primi esempi di splatter movie in piena regola. Il fatto che poi ci siano spiriti, demoni, formule magiche, libri neri, non fa altro che aumentare l'alone di brivido e tensione, e ripeto dall'inizio alla fine. Un pregio del film.

La cosa che può far urlare al CULT è la storia che c'è dietro questo film, ovvero la storia di un giovanissimo Sam Raimi. L'ha girato a soli 21 anni, con amici non attori professionisti, con pochissimi soldi e con tecniche improvvisate con mezzi di fortuna. Un grande!!! Cioè, il risultato che ne è venuto fuori è eccezionale, considerando tutto il "poco" che c'è dietro!







Il film fu girato nei fine settimana nel corso di un anno e mezzo. Lo chalet era una casa abbandonata e non aveva nessuna botola, alcune inquadrature furono girate a casa del produttore, mentre quelle in cantina a casa di Raimi.
Tra i protagonisti l'attore Bruce Campbell diventò dopo questo film una vera e propria star del cinema horror.

Sconsigliato a chi odia il sangue e l'ultra violenza, o meglio "lo schifo". Consigliatissmo agli amanti del cinema horror, perché credo sia un classico del genere, dei mitici anni 80.

Il 9 maggio è uscito al cinema il remake. Dicono che venga versato molto più sangue dell'originale. E ce ne vuole, eh!








2 commenti:

  1. Un cult totale, film che ha fatto la storia del genere e non solo.
    E con il secondo il vecchio Sam fece anche meglio!

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    1. il secondo e anche L'armata delle tenebre sono già in lista! E voglio assolutamente vedere il remake!

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