novembre 2011 - Born to dream

lunedì 21 novembre 2011

Realizzare il proprio sogno. Bradley Cooper insegna


Inside the Actors Studio è una serie della tv americana presentata da James Lipton, uno dei dirigenti del famoso Actor's Studio di New York. In ogni puntata è ospite un famoso attore che nella prima parte risponde alle domande, anche molto accattivanti, di Lipton e poi dialoga col pubblico, costituito dagli stessi studenti della scuola.
Il video qua sotto è preso dall'incontro con Sean Penn del 1998. Tra il pubblico siede un giovane Bradley Cooper (classe 1975) che frequenta il secondo anno e, non senza emozione, fa una domanda al grande attore.




Questa video è stupendo e carico di significato, perché ci dimostra come i sogni si possono avverare. Guardate Bradley Cooper: era sconosciuto a quei tempi, studiava alla scuola e probabilmente sognava di potersi sedere, un giorno, là dove è seduto Sean Penn. E poi guardate i suoi occhi mentre fa la domanda: pieni di emozione. Ancora non immaginava che di lì a poco, avrebbe recitato nella serie tv Alias, con Jim Carrey in Yes Man, con Sandra Bullock in A proposito di Steve e che avrebbe poi sfondato con Una notte da leoni ed A-Team.

Poi.. 13 anni dopo.. Bradley Cooper fa di nuovo il suo ingresso all'Actors Studio. Ma questa volta non come studente, ma come star. E l'emozione prende il sopravvento e le lacrime lasciano il posto alle parole. Bradley capisce di aver realizzato il suo sogno, ricorda di quando era solo uno studente e tutto questo è meraviglioso






sabato 19 novembre 2011

The Walking Dead


Titolo: The Walking Dead
Paese: Stati Uniti d'America
Anno: 2010 - in produzione
Genere: azione, drammatico, horror
Stagioni: 2
Episodi: 19


Era da un po' che volevo cominciare questa serie. Il promo mi aveva affascinato. Finalmente qualcosa di diverso, un telefilm non sui soliti poliziotti, avvocati, medici, bensì sugli zombie! Che ficata! 
A me generalmente i film con gli zombie piacciono, anche se non spaventano manco per il cazzo. La cosa migliore di film così è il fatto che i protagonisti devono scappare, cercare di sopravvivere etc. innescando tutte le azioni conseguenti. 



The Walking Dead parte bene, anzi benissimo. L'agente di polizia Rick Grimes è il protagonista. All'inizio è un po' disorientato, essendosi svegliato dal coma trovando il paese sotto sopra, con cadaveri sparsi nei viali e porte che recitano: Don't Open, Dead Inside.
Ma poi Rick comincia a rivelare la sua natura di leader carismatico, dotato di forza e intelligenza. Un tipo cazzuto insomma, che credo mi starà simpatico per il resto del telefilm.

L'episodio pilota è spettacolare ed è stato acclamato in lungo e in largo ed è quello che ha ottenuto gli ascolti più alti in assoluto di tutti gli episodi pilota della rete AMC. Siamo di fronte ad una serie tv sugli zombie di qualità cinematografica! Che si vuole di più!


La regia è perfetta. Non per altro dietro la macchina da presa c'è un certo Frank Darabont (Le ali della LibertàIl miglio verdeThe mist).
La prima stagione conta solo episodi. Ho letto molte critiche negative, c'è chi dice che gli episodi della prima stagione siano scadenti, troppo banali, ma che la seconda stagione si sta rivelando un successo. Beh io ho visto solo i primi due episodi, ma quello che ho visto è stato grandioso! Quindi starò a vedere se la serie si manterrà a questi livelli.

P.S. Stephen King ha inserito il quinto episodio della prima stagione al secondo posto della sua personale lista dei migliori show televisivi del 2010.







venerdì 18 novembre 2011

Little Miss Sunshine - Recensione



Titolo: Little Miss Sunshine (2006)
Regia: Jonathan Dayton e Valerie Faris
Cast: Greg Kinnear, Toni Collette, Steve Carell, Alan Arkin, Abigail Breslin, Paul Dano
Genere: Commedia, drammatico

Questo film è uscito nel 2006 e, porca miseria, l'ho scoperto tardi. Ma forse è un bene averlo visto solo ora, perché son riuscito a capire cosa il film ha voluto comunicarmi. Si perché qui siamo di fronte ad un film davvero splendido. Un piccolo capolavoro della commedia americana, che secondo me è molto meglio dei vari American Pie. È un film che ti fa ridere, a volte scompisciare, ma che riesce anche a commuovere e a far riflettere.

Agli Oscar del 2007 fu candidato a 4 premi: miglior film, miglior attore non protagonista, sceneggiatura originale, attrice non protagonista. Ne vinse due.
Protagonista assoluta della pellicola è la famiglia degli Hoover, residente ad Albuquerque, in New Mexico. Sono dei tipi all'apparenza totalmente diversi gli uni dagli altri che sembrano essere stati messi a casaccio all'interno della stessa famiglia da un destino cattivo. Ma vediamoli nel dettaglio.






Richard: Il padre. Egli si pone come vero e proprio leader della famiglia, cerca di motivarli a raggiungere i loro scopi da vincenti. Richard, infatti, spera di poter sfondare nel mondo dell'editoria con un saggio che spiega come raggiungere il successo in nove passi. Tiene delle conferenze su questo argomento, che non sembra interessare a molti, meno che alla sua famiglia.




Sheryl: La madre. Donna in gamba, attenta alle esigenze dei familiari, preoccupata dalla loro situazione economica spera che le teorie del marito possano giovare alle casse della famiglia.







Frank: Fratello di Sheryl, si definisce il più grande studioso americano di Marcel Proust; è omosessuale e ha tentato il suicidio dopo che ha perso il lavoro e il suo amante l'ha scaricato.
Ad interpretarlo è Steve Carell conosciuto in veste comica in Una settimana da Dio, Un'impresa da Dio, 40 anni vergine.







Dwayne: Ogni giorno pratica esercizi fisici e legge Nietzche. Ha fatto voto di silenzio e non parla da 6 mesi. Comunica con un bloc notes e fa notare che odia tutti quelli che lo circondano. Sogna di diventare un pilota di Jet.


Nonno Edwin: Il nonno vive con la famiglia dopo essere stato cacciato dalla casa di riposo per il fatto che sniffa eroina. Ha nostalgia dei tempi passati, quando tutto per lui era possibile.

Un grande Alan Arkin che con questa interpretazione vince l'Oscar al miglior attore non protagonista.




Olive: 7 anni. È il personaggio più simpatico del film, attorno al quale ruotano le vicende. Una bambina abbastanza sveglia che sogna di vincere il concorso di Piccola Miss California.

Guardate Abigail Breslin.. guardate questa piccola grande stella recitare e capirete perché è stata candidata all'Oscar come miglior attrice non protagonista a soli 10 anni. Incredibile. Se mai avessi una figlia, mi piacerebbe fosse così.











Tutti i personaggi hanno dei problemi. Non son contenti della loro vita, c'è chi è stato deluso, tradito, chi si è visto distruggere il proprio sogno.
Tutti insieme, a bordo di un pulmino giallo Volkswagen T2 partono alla volta della California, dove Olive spera di vincere l'ambito trofeo. Ormai è da tanto che aspetta questo momento e ogni giorno si allena col nonno sul numero che dovrà fare una volta sul palco. 



Il viaggio presenta una serie di intoppi, tutto va per il verso sbagliato e i protagonisti per poco non finiscono per arrendersi... Il viaggio, le disavventure che accadono, non fanno altro che riunire quei legami, all'interno della famiglia, che erano venuti meno, magari per sciocchezze, per scarsa comunicazione. Alla fine si ritrovano uniti più che mai e niente potrà impedire loro di far felice la piccola Olive. Ma il sogno di Olive, diventa quello di ognuno di loro.

E anche se qualcosa non va per il verso giusto.. non importa. La cosa importante è che uno creda in quello che fa, creda nel suo sogno.. e faccia di tutto pur di realizzarlo. Il risultato magari non sarà come previsto, ma ci si guarda dentro e si capisce di essere fieri di noi stessi.. che non ci siamo arresi.. che non abbiamo mollato neanche un istante.

Poi ci guardiamo intorno e vediamo le persone che amiamo.. vediamo che loro ci sono state vicine sempre. E se con loro ci abbiamo litigato, se eravamo sul punto di abbandonarle, se le abbiamo odiate.. beh ora non conta più. Ora conta solo che siamo di nuovo insieme. Conta che siamo una famiglia.









"Sai una cosa? Vaffanculo i concorsi di bellezza! In fondo, la vita è tutta un fottuto concorso di bellezza dopo l'altro. Il liceo, l'università, poi il lavoro... vaffanculo! E vaffanculo l'accademia aeronautica! Se voglio volare il modo per volare lo troverò. Fai la cosa che ami e vaffanculo il resto." (Dwayne)



Questo è ciò che il film mi ha fatto capire. E non c'è cosa più bella di un film che ti fa divertire ma che nel contempo ti fa riflettere. Riflettere sulla tua vita.
E anche se la vita non è un film, io dico che un film è la proiezione di quello che la vita è ma che noi non vediamo, dettagli che sfuggono al nostro occhio troppo indaffarato in altro. 
Per questo amo il cinema e amo film come Little Miss Sunshine.




mercoledì 9 novembre 2011

Thor, ovvero: ma guarda c'è Natalie!


Titolo: Thor (2011)
Regia: Kenneth Branagh
Cast: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Anthony Hopkins, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgard, 
Genere: Supereroi, Fantastico, Azione
Tratto dal fumetto della Marvel Comics


Vi dico che quando è uscito al cinema, io questo film non l'ho manco cagato. Cioè non me ne importava nulla. Ho preso una pausa dal genere dei supereroi, ma ora voglio immergermi a pieno nei meandri dell'universo cinematografico di Marvel e Co. Il motivo per cui ho visto Thor è che ho intenzione di vedermi tutti i film della mia amata Natalie Portman (si sono innamorato va bene! Come si fa a non adorarla??), tutti, dal primo all'ultimo, nel mio caso dall'ultimo al primo. Così ho dato uno sguardo alla sua filmografia e ho scelto Thor. 

Alla regia c'è Kenneth Branagh, uno che di solito porta sullo schermo le opere di Shakespeare, e che col genere fantascientifico-azione non se la cava molto bene. Ditemi che senso hanno quelle inquadrature sbilenche che ci propina in varie scene del film?? Odio profondo! Del resto bisogna anche scusarlo, Thor non è Shakespeare. 
Diciamo che la trama è abbastanza semplice, anche troppo. Ciò che mi aspettavo erano le scene di azione contro la polizia, gli agenti speciali, che di solito in questi film non mancano mai. Non l'ho visto in 3D, ma credo che cambi poco o nulla. 
Recitazione superlativa. Aspettate.. ma Chris Hemsworth che interpreta Thor, sa recitare? Era un blocco di muscoli e barba bionda.. non mi ha dato nessun'emozione. Al contrario del fratellastro Loki, Tom Hiddleston, che rivedremo in The Avengers.
Ah ah ah c'è anche Anthony Hopkins, con una specie di oggeto metallico tipo quello dei Sayan, che gli copre l'occhio. Abbastanza sprecato in quel ruolo. 



           O.O










Menzione a parte, ovviamente, per Natalie Portman. Lei è il motivo per cui ho visto questo film, lei è il motivo per cui il film si salva proprio al limite e riesce a non essere una porcata colossale. Natalie. Che irradia tutto in ogni sua inquadratura, che guida un fuoristrada su cui si abbatte Thor e lì scoppia l'amore.. prr. 

Mi incazzerei, bestemmierei, maledirei il mondo, io, se Natalie Portman mi investisse in pieno? No. Ringrazierei Dio! 










lunedì 7 novembre 2011

I'll be back!

Caspita, scusate se ho abbandonato il blog per un po' ma tranquilli... sto tornando più in forma che mai!

Intanto vi porgo le mie scuse offrendovi questo stupendo brano dalla colonna sonora di "V per Vendetta" (di cui poi scriverò qualcosa). Complimenti al compositore Dario Marianelli, un italiano, che ha vinto pure l'Oscar nel 2008 per la Soundtrack di Espiazione!




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